Dal BresciaOggi di domenica 7 marzo 2010 (Beatrice Orini):
«Ridateci il futuro!» urlavano gli striscioni che, nel gelido sole della mattina di ieri, hanno colorato una manifestazione convinta e partecipata. Insieme, alcune migliaia tra genitori, bimbi e ragazzi, docenti e operatori scolastici hanno sfilato tra le vie del centro - da piazza Mercato a piazza Duomo - per dire no a una «scuola pubblica allo sfascio». E a Brescia sono molti gli istituti di ogni ordine e grado che si sentono in queste condizioni. Lo testimoniano le voci del corteo, che rompono il silenzio sui «più tagli, meno cultura» della nostra realtà scolastica.DIETRO ALLO STRISCIONE del «Coordinamento genitori scuole materne e nidi», Ivan Fusco spinge il passeggino del figlio di 16 mesi che, all'asilo Mondo del Colore, ha risentito molto del continuo ricambio di insegnanti. Mentre alla materna Piaget le maestre che non vengono sostituite - raccontano le mamme Marzia Redolfi e Laura Voltman - obbligano a «classi di 35 bambini, con problemi di sicurezza e di trasmissione di malattie. E poi la carta igienica, la carta e i pennarelli si portano da casa: la situazione è insostenibile». LO STESSO VALE per le scuole elementari. Ne parlano Luigi e Daniela Bertassi, con i figli alla Bertolotti: «La scuola, che è un sacrosanto diritto, deve vivere, non sopravvivere.
E se questo è l'inizio, dove andremo a finire?». Se lo chiedono pure i genitori della media Pascoli, circondati dai loro ragazzi, qui «non per essere strumentalizzati ma perché questa è una lezione di educazione civica: siamo in piazza per qualcosa che ci spetta». Spiega il papà Paolo Frati, insieme a Milena Girelli e Giusi Iacobello: «La Pascoli ha 130mila euro di credito nei confronti dello stato, non ha soldi per supplenti e ha spesso classi scoperte. E intanto la