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Le cinque domande che Legambiente porrà ai candidati per le regionali mercoledì 24 marzo

mercoledì 24 marzo 2010 |

All'incontro pubblico di questa sera con i candidati alle regionali hanno confermato la presenza: Per l’Udc Bartolomeo Rampinelli, per i Verdi Giuseppe Ramera, per Sinistra Ecologia e Libertà Ettore Brunelli, per Rifondazione Comunista Vanni Botticini, per l'Italia dei valori Francesco Patitucci per il Pd Arturo Squassina e Laura Venturi (che risponderanno ad una domanda ciscuno)


LE DOMANDE:

1) ARIA: Da quando sono stati fissati dalla UE i limiti di 35 giorni di supero per le PM 10 (50 microgrammi/m3) la Lombardia li ha sempre ampiamente superati. Cosa ritiene si possa fare per ricondurre la situazione entro i limiti comunitari riducendo il rischio per la salute dei cittadini ?
2) ACQUA: Il 17 novembre scorso è stato approvato il decreto per la privatizzazione delle reti idriche. Cosa ne pensa dell’affidamento a società private della gestione delle reti idriche comunali (pubbliche) ?
3) SUOLO: L’Istat ha rilevato che fra il 1990 e il 2005 l’Italia ha perso 3 milioni e 600 mila ettari di suolo libero da costruzioni: più di tre quarti della superficie del Piemonte, un’area più vasta di Lazio e Abruzzo insieme. Se il raffronto lo si fa dal 1950 al 2005, la superficie libera è passata da 30.000.000 a 17.803.010 ettari, con una riduzione di 12.196.000 ettari , pari al 40,65% del totale” ('sbilanciamoci', dicembre 2008).
Cosa ritiene si possa fare per bloccare il consumo di territorio in prevalenza agricolo ?
Non ritiene che gli strumenti di pianificazione (PRG e PGT) comunali siano strumenti ormai inidonei e che si debba puntare ad una programmazione territoriale su una scala più grande ?
Cosa ritiene si debba fare per preservare ciò che resta del paesaggio lombardo ?
4) ENERGIA: L’Unione Europea ha approvato l’obiettivo 20-20-20 ( ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili). Ritiene che la Lombardia si debba dotare di un proprio piano 20-20-20 come stanno facendo vari Stati e Regioni in Europa ? Se Si, quali devono essere i principali contenuti del Piano ? Ritiene praticabile la scelta nucleare in Lombardia secondo le direttive del Governo in contrasto con l’esito del referendum del 1987 ?
5) MOBILITA’ : Gli spostamenti di persone e merci avviene in Lombardia prevalentemente su strada. Ritiene sia necessaria una inversione di tendenza ? Ritiene sia possibile un Piano Regionale per la mobilità delle persone e delle cose che privilegi il trasporto collettivo / intermodale ?

I Comuni bresciani e lo smog

mercoledì 17 marzo 2010 |

«Sono stati i Comuni ad aderire liberamente al comitato tecnico, in base alle loro esigenze e alle loro caratteristiche; e ognuno metterà a disposizione le risorse umane che possiede». Corrado Ghirardelli, l’assessore della Provincia che ha promosso il tavolo di lavoro permanente sull’inquinamento e sul Pm10, spiega la genesi del comitato costituito come sostegno «tecnico» del tavolo «politico», il cui prossimo appuntamento è fissato al 19 aprile.
«Ci siamo detti - racconta - che per definire i temi sui quali confrontarsi c’era bisogno di un lavoro tecnico prima che politico; e abbiamo chiesto a tutti i Comuni del tavolo (quelli dell’area critica più Darfo) di dare eventualmente la loro disponibilità a farne parte insieme alla Provincia, al Comune di Brescia e all’Arpa». All’appello hanno risposto in otto. Che cosa dovranno fare ora? «Dovranno preparare delle ipotesi di lavoro con l’obiettivo di creare un protocollo che consenta ai Comuni di decidere in modo semi-automatico (perché, com’è ovvio, l’ultima parola spetterà sempre ai sindaci) come intervenire in caso di esuberi degli agenti inquinanti». La logica è quella della prevenzione, anche se il blocco del traffico del 28 febbraio scorso «è andato bene», commenta ancora l’assessore Ghirardelli». A proposito dell’ultimo stop alle automobili, l’assessore ai Trasporti sottolinea anche altro: «I cittadini hanno dimostrato grande senso di responsabilità su questo tema». Ma non soltanto: «Probabilmente alla buona riuscita del blocco ha contribuito anche il desiderio di tranquillità, la voglia - una volta tanto - di camminare per le strade senza macchine».
Blocco-tavolo permanente-comitato tecnico. Ma la sequenza non è finita: «Il ragionamento - conclude Ghirardelli - andrà allargato perché l’intero territorio è interessato al problema».

Allarme qualità dell’aria nelle aule scolastiche

sabato 13 marzo 2010 |

Allarme inquinamento nelle aule scolastiche italiane. I pericoli si chiamano PM10 e formaldeide (un gas emesso dagli arredi interni) presenti in concentrazioni maggiori in classe rispetto all'aria aperta con rischi di asma e allergie. E' la conclusione dello studio "Qualità dell'aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini”, promosso dal ministero dell'Ambiente in collaborazione con il Rec (Regional Environmental Center) di Budapest e presentato nella giornata inaugurale della quinta conferenza ministeriale ambiente e salute in corso a Parma.
Tredici le scuole italiane monitorate in sei regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna) con circa mille alunni coinvolti. Gli edifici scolastici risultano piuttosto anziani: circa il 50 per cento è stato costruito prima del 1960, mentre i valori di PM10 sono sempre superiori all'interno della scuola per il cumularsi delle polveri sottili esterne derivanti dal traffico a quelle generate all'interno, come il gesso delle lavagne. Lo studio ha anche analizzato la salute dei bambini, evidenziando la percentuale maggiore di casi di tosse frequente tra i bambini delle scuole dell'Emilia Romagna e del Lazio. Nello specifico i dati indicano un aumento delle malattie allergiche e dell'asma: il 27,6 per cento degli alunni esaminati soffre infatti di rinite, il 21,9 per cento di tosse, il 19,9 per cento di allergie, il 10,4 per cento di asma. Lo studio indica alcune soluzioni: utilizzo di piante mangia-veleni, che riescono a rimuovere lo sostanze tossiche dall'aria, come ad esempio la felce e il ficus benjamin che rimuovono da 12 a 20 microgrammi l'ora di formaldeide. La ricerca italiana fa parte del più ampio progetto Search (School environment and respiratory Health of children) che ha esaminato le scuole di altri cinque Paesi - Albania, Boemia,Erzegovina, Serbia e Slovacchia - tra il 2005 e il 2009, per promuovere il miglioramento dell' aria interna nella scuola e ridurre il rischio salute nei bambini.

Parma, V Conferenza Ministeriale ambiente e salute: bambini, prime vittime dell'inquinamento

giovedì 11 marzo 2010 |

A Parma, durante la V Conferenza Ministeriale su ambiente e salute che si conclude domani, hanno snocciolato dati da brivido. Secondo i dati presentati dal Ministro per la Salute, Ferruccio Fazio all’apertura dei lavori, il 24% delle malattie e il 23% delle morti nel mondo è causato da fattori ambientali e il 33% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffre di patologie legate all’ambiente.
In Europa circa il 92% della popolazione che vive in città subisce gli sforamenti dei limiti di PM10 e la mortalità infantile legata alle malattie respiratorie è del 12% arrivando a punte del 25% per adolescenti e malati di asma e allergie. Non va meglio all’interno degli edifici scolastici, dove bambini e ragazzi passano la maggior parte del loro tempo: tra formaldeide e PM10 si respira aria malsana. Le concentrazioni più alte di PM10 all’interno di edifici scolastici si hanno in Piemonte 185 microgrammi per metri cubi.
Fonte: www.ecoblog.it